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Frattamaggiore - Oratorio San Filippo Neri- Effige maiolicata
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Da
circa
un
decennio è funzionante nel quartiere di Chiazzanova
di Frattamaggiore l’Oratorio parrocchiale di San Filippo Neri.
Un
antico palazzo rurale con piano nobile che è stato trasformato in
una struttura complessa con ampie sale, salotti, ballatoi e cappella,
dislocati su due piani; che circondano a modo di gallerie di teatro
il grande cortile a platea, che funge da luogo di aggregazione per
assemblee numerose che partecipano a celebrazioni religiose e ad
eventi di comunicazione.
Campeggia
sulla pedana della corte una notevole rappresentazione artistica
moderna: una grande effige maiolicata di San Filippo Neri con i suoi
ragazzi disegnati sullo sfondo della campagna romana.
Lo
mission
dell’Oratorio ed il significato della rappresentazione furono
specificati dal parroco fondatore, ora emerito, don Nicola
Giallaurito:
All’ombra
dell’Oratorio, i giovani, ma anche gli adulti, troveranno il gusto
dello stare insieme uscendo dall’anonimato, condivideranno
esperienze, scopriranno di avere difficoltà e problemi comuni,
troveranno risposte adeguate ai tanti “perché” dell’esistenza.
L’Oratorio vincerà la sfida che la società odierna lancia a voi
giovani, spesso confusi e disorientati, se saprà diventare palestra
di idee, finestra aperta sul mondo, luogo di riflessione e di
conoscenza, in un clima di sana e non vuota allegria, tipico del
modello primitivo di Oratorio voluto dal nostro Patrono e Protettore
della gioventù: San Filippo Neri.
Nella
effige posta
sul muro dell’Oratorio frattese il volto di San Filippo è
rappresentato dalle sembianze di Gigi Proietti, che all’epoca della
inaugurazione aveva interpretato con intensità e bravura il ruolo
del santo nella
fiction
televisiva Preferisco
il Paradiso.
L’ispirazione
alla fiction,
alla sua ambientazione e ai suoi personaggi, fu allora palese dal
momento che l’artista volle sottolineare anche con la parola
Paradiso…
lo scenario disegnato nella effige.
Si
trattò sicuramente di un omaggio a ciò che apparve subito al
parroco don Nicola come un tratto importante della personalità
dell’attore: un sentimento non ostentato della religiosità umile e
nobile.
Alla
dipartita di Gigi Proietti, defunto ottantenne il due novembre
scorso, Il suo ricordo è stato onorato a tutti i livelli civili,
professionali, artistici con gli omaggi particolari che l’intera
città di Roma, le istituzioni, ed il mondo della cultura e
della comunicazioni hanno
voluto porgergli.
Il
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha voluto ricordare
come:
intellettuale
lucido e appassionato, sempre attento e sensibile alle istanze delle
fasce più deboli e al rinnovamento della società.
Tra
l’altro, su Vatican
News
è stata pubblicato l’audio di una intervista a Proietti che narra
la sua esperienza, anche religiosa, di interprete di San Filippo
Neri.
La
celebrazione esequiale si è tenuta nella Basilica di Santa Maria in
Montesanto (Chiesa
degli Artisti a
Piazza del Popolo), dopo che il corteo si era portato dal Campidoglio
a Villa Borghese (al Globe
Theatre)
per la commemorazione fatta
da Virginia Raggi sindaco
di Roma,
da Walter
Veltroni e dagli
attori suoi allievi.
Da
don Walter Insero, Rettore della Chiesa
degli Artisti e
amico personale di Gigi Proietti, si sono avute parole importanti
sulla religiosità dell’attore:
"Gigi
era un uomo mite, paziente, colto, raffinato, un uomo pacifico, per
nulla vendicativo… ha messo a frutto la sua intelligenza dopo aver
fatto un teatro d'avanguardia, a favore di una spettacolarità più
popolare, ha voluto essere un artista popolare, sempre con uno
sguardo leggero e affettuoso. Una scelta rischiosa. Ma si rivedeva
nella fragilità degli uomini, ne sapeva sorridere, esaltandola […]
Era fiero della messa in latino affascinato dal sacro e da Dio, dal
senso del mistico. Da piccolo aveva fatto il chierichetto e della sua
Tosca amava profondamente il Te
Deum e sul
suo palcoscenico si ripeteva la profondità poetica della liturgia".
Il
Rettore ha ricordato la devozione di Proietti per Padre Pio e:
il
grande
e profondo l'affetto nei confronti di Papa Francesco, la sua scelta
di prediligere i poveri, gli ultimi […] Non sopportava le
bestemmie. Lo inorridivano. Aiutava i poveri e spesso trascorreva il
Natale, accanto alla moglie, con i carcerati di Rebibbia e di Regina
Coeli. Fino all'ultimo con i suoi collaboratori pensava di poter
continuare a lavorare -ha concluso- faceva progetti soprattutto per
aiutare tante famiglie in questo momento di pandemia.
In
rete si sicorda la sua preghiera come attore:
Signore
preservami dai contenuti, salvami dal significato, fulminami
all’istante qualora fossi preso dalla tentazione del messaggio.
E
si ricorda anche il suo concetto espresso nella Lectio
per il titolo di Professore emerito Honoris
causa
all’Università di Tor Vergata:
La
comicità è un grande mistero. Si sa solo che fa ridere.
Ugo
Pagliai alla celebrazione esequiale lo ha commossamente accompagnato
con la Preghiera
dell’Artista,
che evoca nei concetti il pensiero del Magistero della Chiesa:
O
Signore della bellezza, Onnipotente Creatore di ogni cosa,
Tu
che hai plasmato le creature imprimendo in loro l’impronta mirabile
della tua gloria, Tu che hai illuminato l’intimo di ogni uomo con
la luce del tuo volto, volgi su noi lo sguardo e abbi pietà di noi,
della nostra debolezza, della nostra povertà, volgi i tuoi occhi sul
nostro lavoro, sulle nostre fatiche di ogni giorno,guardaci, siamo
gli artisti, i tuoi artisti. Siamo pittori, scultori, musicisti,
attori, poeti, danzatori, siamo i tuoi piccoli che amano vivere sulle
ali della poesia per poterti stare più vicino, e per aiutare i
fratelli a guardare più in alto nel tuo cielo e più in profondità,
nel loro cuore. Perdonaci se siamo fragili e incostanti, ma siano
uomini, donaci la tua forza, quella che scopriamo nella tua Parola,
quella che sentiamo nella tua grazia, quella che riceviamo dalla tua
Eucaristia, da quel pane spezzato che è comunione, fraternità e
gioia. Ti preghiamo per noi, per tutti gli artisti, per il mondo
distratto, fa’ che possiamo aiutare tutti gli uomini a scoprire
qualcosa di Te, attraverso la nostra arte. La nostra vita sia un
canto di lode alla tua bellezza e le nostre opere i raggi luminosi
che illuminano le strade degli uomini. Donaci il tuo perdono e la tua
benevolenza, donaci il tuo Spirito di sapienza e di bellezza,
ispiraci con il tuo amore e la tua grazia, e donaci ali stupende
affinché con l’arte ci innalziamo fino a te. Te lo chiediamo per
Gesù Cristo, Signore e fratello nostro. Amen

Trailer del film Preferisco il Paradiso