mercoledì 16 novembre 2011
Vangelo e Missione nella vita del Servo di Dio padre Mario Vergara
mercoledì 19 ottobre 2011
Convegno Pastorale Diocesano di Aversa
giovedì 22 settembre 2011
La Golden Charter di International League of Humanists a Mons. Alessandro D'Errico
martedì 7 giugno 2011
Altri racconti di Rocco Pellecchia - I rumori della notte e i silenzi degli uomini

sabato 16 aprile 2011
Giovanni Paolo II La Biografia - La presentazione nel Duomo di Napoli del libro di Andrea Riccardi
Ho incrociato lo sguardo del papa beato un mattino di primavera di qualche anno fa, quando ancora s'immergeva tra i fedeli di Piazza San Pietro ritto in piedi afferrato alla sbarra della papa-mobile scoperta. Un lento transito dal Braccio di Carlo Magno che lo ha portato con il volto a me vicino e al sorridente saluto personale. Ci siamo riconosciuti; nella piazza inondata dalle note che accompagnavano la sua preghiera del Salmo 27; forte la memoria della preghiera comune nelle albe romane dell'anno che vide la caduta del 'muro', e dei giorni giovanili di un Maggio miracoloso. lunedì 14 febbraio 2011
ANTIFONE D'AUTORE PER I RACCONTI DI 'COME IN UN FILM'

Credo che le piccole frasi e le citazioni messe da Rocco Pellecchia, autore di queste pagine, a mo' di antifone all'inizio dei vari racconti da lui "raccolti", siano la loro migliore presentazione. Esse sono segnali lanciati dall'altro capo della lettura, dall'autore che si è servito delle parole scritte per leggere dentro le narrazioni alcune importanti manifestazioni del suo e dell'animo umano. Esse contengono una filosofìa intelligente (intus legere = leggere dentro le cose) della vita, una riflessione personale che egli vuole comunicare agli altri e vuole che questa venga compresa e letta nella luce più giusta ed impegnativa.
La sua filosofìa, le chiavi di lettura da lui offerte sono interessantissime per farsi coinvolgere in un dialogo che può rappresentare il luogo dell'ascolto delle sue ragioni e lo stimolo per belle riflessioni personali dei lettori: un dialogo che è in fondo il senso ultimo di ogni libro scritto ed il desiderio più o meno inespresso di ogni autore. Ecco alcuni aspetti della sua filosofìa: l'uomo ha delle idee da raccontare, ciò appartiene alla sua natura più profonda, perché la vita spinge a sviluppare fin da bambino le sue funzioni affabulative intorno ai sentimenti e alle esperienze vissute.
Anche Rocco ha delle idee da raccontare, soprattutto quelle che si sono sviluppate e formate per rappresentare l'universo simbolico dei valori da condividere nella sincerità con il suo prossimo. Sono i valori della vita concreta, semplice ed eccezionale ad un tempo, della routine esistenziale e della novità di impegni, un tempo imprevisti, come, ad esempio, quello dell’intensa partecipazione alla vita parrocchiale. E' l'Altro in assoluto, che viene riverberato anche nella frequentazione biblica, a rappresentare lo sfondo integrativo dei suoi sentimenti, delle sue comunicazioni, della personale ricerca dell'autenticità e della sincerità corrisposta.
In questo riferimento fondale delle istanze della personalità di Rocco, espresse nei racconti e nei versi poetici in essi frammisti, si intravede la motivazione dei valori da lui testimoniati e proposti al dialogo, alla riflessione e all'esperienza dei lettori: la fede, la religiosità, l'amicizia, l'amore, la sincerità, la reciproca accoglienza, l'umile comprensione, l'autocritica e la speranza....
L' e-book in formato PDF si può scaricare dal sito della Parrocchia San Rocco di Frattamaggiore:
http://www.parrocchiasanrocco.info
venerdì 12 novembre 2010
Padre Mario Vergara - La missione più bella
Con l'aiuto di Dio, ho portato a compimento una biografia del Servo di Dio padre Mario Vergara (1910-1950), missionario PIME in Birmania, del quale ricorre il 16 novembre 2010 il centenario della nascita.Ho pubblicato il libro in self-publishing, nello spirito del patrocinio morale della Basilica Pontificia di San Sossio di Frattamaggiore, città natale del padre missionario, e nello spirito di un devoto sentimento religioso personale per la sua missione e per la sua testimonianza.
La motivazione ed alcune tematiche del libro sono leggibili nella scheda della presentazione sia su lafeltrinelli.it e sia su ilmiolibro.it :
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=472319
Anteprima della scheda del libro
L'immagine dell'eroe, del santo, dell'apostolo e dell'imitatore di Cristo, fu subito associata alla persona di Mario Vergara. Nel 1934, dopo aver vissuto la giovinezza tra le speranze del seminario della diocesi di Aversa, egli partì con la croce del missionario per l'evangelizzazione ed il lavoro apostolico nella lontana terra birmana. Allora la Birmania (Burma) era considerata "la missione più bella" dai padri del P.I.M.E. (Pontificio Istituto Missioni Estere) e padre Mario Vergara vi fu inviato giovanissimo ed entusiasta subito dopo l'ordinazione sacerdotale ricevuta nella Diocesi di Milano dal cardinale Ildefonso Schuster. Egli divenne l'amico lontano, l'esempio vivente di scelte rispetto alle quali i religiosi e i conoscenti commisuravano il valore della loro fede, del loro ministero e della loro attività. La sua scelta esistenziale ed il suo gesto missionario, visti inizialmente quasi in un'ottica aristocratica e devozionalistica, furono poi considerati in tutta la loro significazione vocazionale e sacramentale. Mario era un giovane signore, figlio di un industriale, che aveva scelto la povertà alla maniera di Francesco d'Assisi, aveva intrapreso il difficile cammino nel deserto del Battista, e si muoveva nell'imitazione di Cristo per annunciare e stabilire il Regno di Dio nel luogo desiderato dalla vocazione personale e destinatogli dalla volontà di Dio.
Mario Vergara nacque a Frattamaggiore il 16 Novembre del 1910, e il 25 Maggio del 1950, all'età di 40 anni, dopo aver svolto per 16 anni un durissimo lavoro apostolico, cadde martire della fede trucidato sulle sponde del Salween in Birmania (oggi Myanmar). A più di mezzo secolo dalla scomparsa il suo ricordo è fortemente vivo, e dalla terra della sua missione, precisamente dalla Diocesi di Loykaw (Loi-kaw) che ne venera il ricordo, è partita l'iniziativa del processo di beatificazione che ricostruisce la vicenda del martirio subito con il catechista birmano Isidoro Ngei Ko Lat e con il giovane confratello padre Pietro Galastri.
venerdì 22 ottobre 2010
Storia e cultura del rapporto con l’ambiente

1. Storia delle condizioni ambientali - Le descrizioni del degrado ambientale, concomitante con i periodi di mancato smaltimento dei rifiuti e della loro persistenza nelle aree urbane della Campania, nei notiziari ufficiali e nelle descrizioni occasionali hanno assunto talvolta toni allarmati e preoccupati per la salute pubblica e per la vita civile. Si è trattato di espressioni che, oltre a paventare i pericoli possibili, spesso hanno evocato un antico mondo, ormai scomparso, caratterizzato dalla promiscuità e da comportamenti improntati all’ignoranza igienico-sanitaria.
L’igiene cittadina, tra l’altro, è stata sempre una materia che ha richiesto l’intervento del potere pubblico locale, particolarmente documentabile, per prevenire, evitare e gestire le crisi nell’igiene, nella salute pubblica, per la cura nelle pestilenze e per la bonifica sanitaria degli ambienti infetti. Anche nella letteratura è possibile rinvenire testimonianze di una particolare pregnanza sul degrado ambientale della città antica; come nel caso la settecentesca Milano di Giuseppe Parini descritta in un’ode nel confronto con la salubre aria della campagna natia.
La ricerca storica locale permette di rilevare una documentazione importante sulle condizioni igienico-ambientali delle aree esterne, e talvolta interne, dell’antico comune. In un manoscritto anonimo del ‘600 si legge la descrizione:
In un altro manoscritto, un libro di memorie iniziato nella stessa epoca, si leggono anche gli interventi istituzionali operati per bonificare il comune dopo l’epidemia pestilenziale del 1656: “Et doppo quetato il contaggio ma non il timore, la Città di Napoli deputorno un deputato il quale[,,,] fece otturare le sepolture con astraco sopra le pietre marmorei, con una riggiola sopra con lettere scritte: "Tempore pestis, non aperiatur, 1656 ", et fatto questo, ordinò doversi far la spurga, et fece venire alcuni caldaroni grandi et pieni d'acqua li faceva bollere, dando ordine che ogn'uno portasse le robbe, andando di persona casa per casa facendo pigliar le robbe et li mandava a purgare, lasciando ad ogni casa sulfo et altre misture contra peste, ordinando con pene, doversi far fuoco, et ponervi dette misture sopra, osservando similmente le persone si havevano qualche reliquia di male, […] et finita detta spurga, promise farci li bollettini di sanità per haver prattica nella Città, essendoci pena la vita a chi vi entrava, tanto che ne sono giustiziati alcuni trasgressori. Doppo si hebbero detti bollettini della Sanità con l'imagine della Madonna, dove si notava nome, cognome, patria, anni et pelo, et si cominciò ad entrare dentro della Città, dove non si trovò il terzo dell'habitanti vi stavano, ritrovando la maggior parte delle botteche serrate, et con tal prattica poi cominciò pian piano a rifarsi di gente la Città, et per non dar tedio al futuro lettore tralascio et taccio molte cose per honestà."
2. Il rapporto con l’ambiente - E’ sicuramente un patrimonio storico, comune e diffuso, la cultura che pone il corretto rapporto dell’uomo con l’ambiente al centro dell’attenzione, della conoscenza e dell’impegno operativo. Anche l’educazione ambientale che si pone l’obiettivo di consolidare questa cultura fa sicuramente parte di questo patrimonio.
La civiltà contemporanea e tecnologica è in grado, con le sue conoscenze teoriche e con il suo know how operativo, di conoscere e di risolvere quasi ogni tipo di problematica e di crisi che si pone nella gestione del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, tra le comunità umane e i territori in cui vivono, tra le città e le periferie.
Un tempo era soprattutto l’ eco-nomia a prevalere come modalità del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, ed anche gli ambiti accademici, le sedi della produzione teorica e metodologica, producevano una ‘scienza’ ed un sapere rispondente a questo atteggiamento fondamentalmente utilitaristico, e contribuivano ad ispirare le politiche economiche ed istituzionali più adatte.
Analogamente a come alla fine dell’800 sorgevano le scienze sociali per conoscere e risolvere le questioni e i problemi connessi al pauperismo, all’urbanesimo e alla rivoluzione industriale, in tempi più recenti, verso la fine del ‘900, è andata affermandosi anche l’ eco-logia come esigente e vitale modalità contemporanea del rapporto tra l’uomo e l’ambiente. Gli ambiti accademici, di conseguenza, forse però un poco lentamente, si sono disposti a produrre la ‘scienza’ ed il sapere rispondenti a questa nuova esigenza basata sostanzialmente sul rispetto dell’uomo per l’ambiente.
Anche le politiche adatte, ispirate dall’eco-logia, sono state, in genere, individuate, formulate e predisposte. Ciò non di meno si assiste oggi alla macroscopica esplosione di crisi ambientali, come quella dello smaltimento dei rifiuti in Campania, che contraddicono le sicuramente esistenti capacità umane, accademiche ed istituzionali, di comprensione e di risoluzione di quelle specifiche problematiche.
Si oppongono, evidentemente, ostacoli tecnici, che sarebbero problematiche nuove da comprendere e da risolvere, oppure utilizzi di metodologie inadatte, che si tratterebbe di modificare, oppure inazioni che bisognerebbe superare con attività e progetti incisivi ed efficaci.
Di fronte a problematiche così incalzanti per la vita sociale e civile, rispetto ai regimi di ‘emergenza’ che sempre più spesso si propongono come intervento risolutivo, bisogna far tesoro dei concetti di ‘utilità’, di ‘servizio’, di ‘sistema’ e di ‘riforma’ che provengono dalla cultura, anch’essa vero patrimonio, dell’intervento etico tecnico-organizzativo e politico, storicamente efficace.
Modelli funzionali ed esemplari, di sistemi di attività e di organici diffusi univocamente sull’intero territorio nazionale, possono essere facilmente indicati per l’Italia e la sua storia: il ‘servizio militare’, con le sue caserme, le sue ‘stazioni’ ed il suo personale; il ‘servizio scolastico’ con le sue sedi, le sue scuole e i suoi organici; il ‘servizio sanitario’, con i suoi ospedali, i suoi distretti e i suoi organici; similmente il ‘servizio ferroviario’, il ‘servizio postale’, il ‘servizio energetico’, ed altri.
Il ‘servizio igienico-ambientale’ (con la raccolta differenziata, con le discariche moderne, con gli inceneritori, con i termo-valorizzatori, con i digestori, con i riciclaggi…), pur essendo di grande utilità, non sembra avere ancora una sua ‘forma’ statistica, univoca e sistematica. Esso appare ancora un vasto campo da ri-sistemare e da ri-formare con l’intervento istituzionale, con l’intervento tecnico-produttivo, e con l’intervento educativo.
sabato 2 ottobre 2010
STORIOGRAFIA E VITA ECCLESIALE DEI LAICI NEL LIBRO DI LUCIANO ORABONA SULL'AZIONE CATTOLICA DI AVERSA E DELLA CAMPANIA
Un ritratto odierno dell'identità dell'Azione Cattolica Italiana è delineato nella comunicazione della home page del sito istituzionale ( www.azionecattolica.it ).In evidenza è posta una scaletta descrittiva dell'Associazione ove è annotato:Crediamo che sia doveroso e possibile educarci reciprocamente alla responsabilità, in un cammino personale e comunitario di formazione umana e cristiana. Vogliamo essere attenti, come singoli e come comunità, alla crescita delle persone che incontriamo e che ci sono state affidate.
Ci impegniamo a vivere la nostra vocazione laicale lavorando e collaborando con i Pastori.
L’Azione Cattolica fin da principio ha scelto di rispondere alla vocazione missionaria, mettendosi a servizio della vigna del Signore nelle singole Chiese locali. Il nostro servizio alla Chiesa si esprime nella scelta di stare in maniera corresponsabile nelle diocesi e nelle parrocchie. Vogliamo costruire percorsi di comunione con le altre aggregazioni laicali, in fedeltà a quanto il Concilio ha chiesto a tutti i laici.Quella dell’Azione Cattolica è una storia che inizia da lontano. Raccontarla significa raccontare anche la storia della Chiesa e dell’Italia degli ultimi centotrenta anni. È una storia, infatti, che si intreccia con la vita di migliaia di uomini e donne, che in questo lungo periodo hanno lavorato con passione e fedeltà, servendo la Chiesa e contribuendo a costruire il Paese in cui viviamo.Oggi, dunque, noi raccogliamo un’eredità, un tesoro prezioso consegnatoci da uomini e donne, testimoni del Vangelo, che hanno saputo fino in fondo essere interpreti dei segni dei tempi.
Una bella espressione di questo spirito dell'Azione Cattolica Italiana è rappresentata dal libro Laici e Vangelo in terre del Mezzogiorno - L'Azione Cattolica di Aversa e della Campania tra cronaca e storia scritto da Luciano Orabona e recentemente pubblicato dall'editrice AVE (2010). Il libro è stato presentato a Frattamaggiore nella chiesa di Santa Maria delle Grazie la sera del 30 settembre 2010. Ne ha discusso con l'Autore l'on. Antonio Iodice, e sono intervenuti mons. Sossio Rossi, dott. Biagio Fusco, ing. Mario Limone, prof. Tarcisio Salvato e il dott. Francesco Montanaro presidente dell'Istituto di Studi Atellani curatore dell'evento.
Una scheda su Luciano Orabona si può leggere sul sito dell'editrice AVE:http://www.editriceave.it/catalogo/persona/384/
Sullo stesso sito si trova anche una recensione ed un estratto del libro:http://www.editriceave.it/catalogo/libro/620/
Altre notizie ed un elenco delle pubblicazioni si trovano sul sito dell'AISSCA:http://www.aissca.it/aissca/sanctorum/soci/orabona.html



