
Ne
ha fatto di strada quotidianamente, ferialmente, don Tonino,
sacerdote frattese. Negli ultimi anni, dopo la dipartita nel 2015 di
don Enzo Capasso suo confratello e compagno di cammino, cinque
chilometri solo al mattino, dopo aver detto Messa, in giro per motivi
terapeutici e per la spesa elettiva di libri, riviste e derrate nei
negozi di cui era cliente abituale e che si trovavano nei punti
distanti dal centro storico alla periferia del paese. La attraversava
tutta la città, a piedi, dentro, in lungo e in largo. Spesso
appariva un solitario camminatore; ma più spesso passeggiava in
compagnia di amici, dialogando fraternamente con garbo di fatti
interpersonali, ma anche discutendo appassionatamente di cose
sociali, pubbliche ed ecclesiali, richiamando l’attenzione e la
partecipazione anche di ascoltatori occasionali. Durante il cammino,
con la testimonianza della fede forte, con le parole vissute del suo
ministero sacerdotale, aiutava a ricostruire la sincerità umana e la
via della ricerca e dell’amicizia di Dio. Raffinato intellettuale
cattolico conoscitore profondo del magistero, di figure sacerdotali, di pensieri e di autori, egli donava cordiali e luminosi sprazzi
sapienziali di teologia, di cristologia particolarmente, di dottrina
sociale e di scienza umana dell’educazione.
Ritornava
poi al suo studio, nella sua casa a Via Genoino, alla sua scrivania
sormontata di pile di libri, a ripensare, a sistemare le idee. A
prendere appunti e a ricevere amici per continuare ancora a dialogare
prima del pranzo.
L’altra
mattina il presbiterio frattese e diocesano si è riunito commosso
nella celebrazione della sua Messa esequiale nella Basilica di San
Sossio, presieduta dal vescovo don Angelo Spinillo. La commemorazione
del vescovo, incentrata sulla “limpidezza” del ministero
sacerdotale e sulla “graffiante” esortazione etica ed ecclesiale
di don Tonino, ha fatto da eco a quella commossamente pubblicata di
primo mattino dall’amico e confratello Antonio Anatriello, il quale
con lui, come con il vescovo Alessandro D’Errico e con don Enzo
Capasso, ha condiviso percorsi e discorsi fin dagli studi giovanili
al Seminario di Aversa.
Il
curriculum vitae di don Antonio Vitale, ed alcuni tratti della
sua spiritualità hanno ricevuto una puntuale rappresentazione dalle
parole affidate ai social da don Angelo Crispino, in qualità
di Presidente della antica Congrega dei Preti Frattesi, e da
Francesco Vitale suo fratello. Don Angelo ha evidenziato la ricchezza
umana e l’impegno sacerdotale di don Tonino:
Questa
sua ricchezza umana la coniugava intensamente con una vasta e
profonda cultura, frutto di letture sistematiche e di studio serio
con cui si cibava quotidianamente e metteva a disposizione di tutti
specie nel suo magistero di educatore nella scuola primaria che lo ha
avuto insigne maestro e risorsa esemplare nella istituzione
scolastica" De Amicis" di S. Arpino.
Anche
in campo ecclesiale, è stato portatore di un ricco patrimonio
sacerdotale che ha avuto origine nel Santuario dell'Immacolata ed è
stato ereditato da una pull di luminosi sacerdoti frattesi negli anni
60/70 che hanno splendidamente operato nel territorio e sono stati a
fondamento di una storia civile e religiosa che fa onore alla nostra
città.
Nel
solco delle eccellenti testimonianze umane e sacerdotali di don
Gennaro Auletta, don Nicola Russo, don Angelo Perrotta, don Luigi
Pezzullo, don Ciccio Caserta, anche Tonino, come tanti altri ancora
in cammino di servizio sacerdotale, ha maturato la sua vocazione
unitamente a don Sandro D'Errico oggi Nunzio apostolico a Malta e in
Libia, e il compianto don Enzo Capasso e ha realizzato il suo impegno
di sacro ministero come collaboratore pastorale di don Michele
Costanzo nella parrocchia di Maria SS. del Carmine e S. Ciro e come
assistente spirituale del gruppo scout, intessendo con tutti rapporti
di familiarità, di amicizia e di condivisione associativa e
spirituale.
Una
testimonianza che è continuata nel servizio di sacro ministero
presso le Suore di Cristo Re, come cappellano,nel Santuario dell'
Immacolata come collaboratore del Rettore don Mimmo De Rosa e infine
nella parrocchia di S. Sossio dove lo ringrazieremo e lo saluteremo
oggi partecipando come presbiterio diocesano e frattese alla liturgia
di suffragio e di commiato accompagnandolo nel suo viaggio verso il
Signore della luce e della vita per ricevere il premio della gloria e
della felicità eterna.
Il
fratello Francesco ha voluto rimarcare la vocazione sacerdotale di
don Tonino ed alcuni suoi riferimenti spirituali ispirati al Servo di
Dio, il vescovo don Tonino Bello.
Davvero
mai come in queste ore desidero rendere grazie a Dio, Nostro Signore
Gesù Cristo, per l’istituzione del Santissimo Sacramento
dell’Eucaristia e del servizio sacerdotale. Pensavo, nel corso
della Celebrazione del suo rito funebre, che Dio, ogni qualvolta
nasce un bimbo o una bimba, ci sorride e ci da nuova fiducia e
speranza (paradossalmente, ha Lui fiducia di noi!) e ogni qualvolta
un giovane decide di rispondere con il suo “Eccomi!” alla Sua
chiamata, il Signore stesso ci soccorre, materialmente, con la
concretezza della testimonianza dei Suoi Sacerdoti, per darci forza e
coraggio, sostegno e speranza viva nel nostro cammino, non sempre
facile, per la nostra umanizzazione. Ringrazio ancora tutti, anche a
nome della mia famiglia, per il calore umano che ci ha circondati e
che ha reso, in una certa misura, la nostra comunità cittadina - la
nostra pur grande, ormai, cittadina - fraterna, accogliente e
inclusiva, come una piccola comunità come la nostra amatissima
Frattamaggiore lo è stata, sicuramente, un tempo ormai lontano.
Ancora grazie a tutti e a ciascuno, e grazie a Dio, per il dono di
Tonino che amava tanto sentirsi chiamare “don Tonino”, sol perché
gli ricordava un suo caro modello di Sacerdote, uno dei suoi tanti,
quel “don Tonino” Bello, anche lui, pur Vescovo, così lontano
dal potere; con quella sua esortazione a passare “dai segni del
potere al potere dei segni” con la coerenza di una intera
traiettoria di vita terrena tale che “salda le parole con i fatti”.
Da
Malta Il Nunzio Apostolico Alessandro D’Errico, appena saputo della
dipartita di don Tonino. Ha scritto:
Pessima
notizia..... di quelle che non vorresti mai sentire.... che mi ha
reso molto triste... Perdo un Fratello ... Un Grande.... Un
degnissimo Sacerdote, che fa onore alla tradizione del Clero frattese
..... Riposa in pace, caro Tonino.... Continua a ricordarti di
noi.... Ci consola la promessa dell'immortalità futura.
Don
Nicola Giallaurito, parroco emerito, lo ha così ricordato:
Come
Gesù anch'io piango alla morte dell'amico Lazzaro, ben sapendo che
"questa malattia non è per la morte, ma è per la Gloria di
Dio" (Gv.11,4).
Ho
perso … , una vera passione rivissuta nel mio cuore, la dipartita
di un caro amico: Un Sacerdote di strada "don Tonino"
Vitale, ricercatore instancabile e difensore della Verità. Egli
ha perseguito "tutto quello che è vero, nobile, giusto ecc.
quello che è virtù e merita lode...è stato oggetto dei suoi
pensieri…" Ammettilo,
Signore nella Luce della Eternità beata.
E
così don Mimmo De Rosa, Rettore del Santuario dell’Immacolata:
Questa
mattina il mio cuore è triste… don Antonio Vitale è tornato alla
Casa del Padre! Ho perso un fratello, un amico, un confidente, un
sacerdote che dava sempre il cuore. Riposa in Pace fratello caro!
Numerosi
altri commenti commemorativi sono stati pubblicati da amici ed
ammiratori.
Personalmente
mi lega a don Tonino una amicizia lieta ed antica. Alle classi
elementari, nella seconda metà degli anni ‘50 sedevamo come
capiclasse insieme nello stesso banco: alla prima e alla seconda con
il maestro Burrone prematuramente scomparso, alla terza con il severo
don Vincenzo Cirillo parroco di San Filippo, e alla quarta con il
bravissimo maestro Peluso. Alla quinta la nostra classe fu smembrata
e capitammo in sezioni diverse. Diverso fu anche il percorso degli
studi di scuola secondaria. Però non ci perdemmo mai di vista e
conservavamo sempre il ricordo delle marachelle del Marconi. Ci
reincontrammo in età giovanile per la motivazione religiosa e per la
fraterna amicizia comune con Antonio Anatriello, quando egli in
Seminario era ormai avviato agli studi teologici per il sacerdozio.

La
Parrocchia di San Rocco, all’epoca del parroco don Giuseppe Ratto,
fu un luogo privilegiato per i contatti con don Tonino Vitale, quando
lo si vide partecipare con le sue catechesi all’esperienza del
gruppo giovanile che si andò formando con la guida pastorale di
Antonio Anatriello, e quando divenne poi egli stesso stretto
collaboratore del parroco per la cura della comunità ecclesiale.
E’
stata la vita partecipe alle vicende, ai cambiamenti, e ai discorsi
ecclesiali, che ci ha fatto poi sempre reincontrare nei momenti
significativi, celebrativi e culturali che trovavano un riverbero
anche sul piano locale.
L’amicizia
con don Tonino Vitale non ha potuto mai prescindere da quella con
Antonio Anatriello, con Enzo Capasso, con Alessandro D’Errico,
sacerdoti della sua generazione; e non ha potuto prescindere da
quella con tutti gli altri componenti della comunità ecclesiale
locale, sacerdoti e ministri che hanno avuto il dono del dialogo
forte e sincero con don Tonino.

Ricordo
che come maestro di scuola elementare, fortemente relazionato al direttore Vergara, egli faceva riferimento spesso
alla figura di Don Lorenzo Milani, e alle esperienze educative
innovative di Orlando Limone maestro santarpinese di lui amico.
Ricordo la testimonianza dei suoi interventi pubblici ai convegni e
ai dibattiti laici sulla cultura giovanile, sulla letteratura, sul
cinema e sulla politica. Ricordo la sua appassionata ricerca dei temi
teologici e della spiritualità contemporanea; il correre stipato
insieme con i suoi confratelli nella mia cinquecento, all’ascolto
di Carlo Carretto nell’Annunziata di Capua che spiegava il suo
“Deserto in città”; oppure all'ascolto del vescovo Chiarinelli che teneva conferenze di filosofia al Pontano, scuola retta dai Gesuiti.
Ricordo
le domeniche in cui gli ho servito Messa alle 12.30 come diacono
nella Basilica di San Sossio e le sue omelie sul Risorto dette con il
cuore e con la mente, e come in attesa della risposta della Chiesa.
Ricordo
l’appassionata e ammirata celebrazione che il vescovo Milano volle
dedicare nella Basilica di San Sossio al 40° della sua ordinazione
sacerdotale.
Non
nascosto era il suo amore per la spiritualità francescana, che
esemplificava con le sue esperienze vissute insieme con il
presbiterio diocesano al tempo del vescovo Chiarinelli che lo
conduceva al pellegrinaggio reatino, e che recentemente ha rivissuto
umilmente partecipando in preghiera alla cerimonia di ammissione
all’ordine francescano secolare del fratello Francesco.
Ho
camminato spesso con lui accompagnandolo nel suo intero percorso
cittadino.
Con
il vescovo Angelo Spinillo, quasi coetaneo, don Tonino si è sempre
dato del tu; e sicuramente nel suo cammino quotidiano ha potuto far
talvolta riferimento al motto evangelico dello stemma episcopale
“gratis
accepistis, gratis date” (Mt 10,8). Per
trovare una analogia al significato del suo cammino frattese
quotidiano, che come sacerdote e guida d’anime, non gli poteva
sfuggire nella sua valenza di apostolato itinerante: In
quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
“Strada
facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite
gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i
demòni.
Gratuitamente
avete ricevuto, gratuitamente date”.