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sabato 28 giugno 2025

CONSIDERAZIONI SUL SSN NELL'ANNO DEL GIUBILEO DELLA SPERANZA


Nella mattinata piovigginosa dell’8 febbraio del 2025 si è svolto nella Sala Consiliare del Comune di Frattamaggiore un partecipato Convegno sulla Sanità Territoriale Locale. 

Attraversando la splendida Piazza Principale di Fratta, ove si erge la Torrre Civica Vanvitelliana e si aprono le Porte Giubilari della millenaria Basilica di San Sossio e ove si apre l’entrata del moderno Palazzo Comunale, sono convenuti Sindaci, Dirigenti, Professionisti e Cittadini, dei Comuni del Territorio dell’ASLnapoli2nord.  

Il Tema, i Relatori, gli Argomenti e le Attività del Convegno, sono stati ampiamente annunciati e descritti in un diffusissimo Manifesto.



Ha fatto gli onori di casa il Sindaco Dott. Marco Antonio Del Prete, descrivendo il ‘senso’  del Convegno, ed è stato nominato Presidente Onorario del Convegno il Dott. Vincenzo Del Prete,

storico luminare dell’organizzazione e del funzionamento della Sanità sul territorio.

Il Convegno nella Sala Consiliare è stato seguito con attenzione anche da alcune televisioni locali, e da giornalisti che ne hanno diffuso e pubblicato le fasi e gli interventi salienti con interviste e comunicazioni mediali consultabili in rete. 

A questo proposito si possono visionare: il blog di Enzo Di Micco al link segnalato in fondo alla pagina; e i video di VITA WebTv e di NANOTV sulle loro pagine in rete di seguito segnalate.


Su questo blog Doctrina et Humanitas si evidenziano solo due brevi rilievi in linea con il titolo ‘giubilare’ del post.

Nella descrizione del tema del Convegno è contenuto il termine della ‘opportunità’ offerta dal PNRR per rispondere alla esigenze sanitarie e socio-sanitarie del territorio. E’ questo il termine che esprime un contenuto ed un desiderio analoghi a quella ‘Speranza’ che la Chiesa ha proposto come orientamento teologico per il Giubileo del 2025; e in particolare indicendo il “Giubileo degli ammalati e del mondo della Sanità” per i giorni 5 e 6 aprile 2025. 



I due brevi rilievi accennati riguardano il pensiero del Presidente Onorario del Convegno, Dott. Vincenzo Del Prete, espresso in una intervista del giornalista Vincenzo di Micco, e la Lettura Magistrale del Prof. Dr. Francesco Vaia, già Direttore dello Spallanzani di Roma e Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute. Durante gli anni della pandemia da Covid 19, il Dott. Vaia fu tra le voci più risolutive ed ascoltate del mondo della Sanità Pubblica.

Si può avere visione della sua pagina social al link segnalato.


L’Auspicio di Vincenzo Del Prete. 

Il Dott. V. Del Prete, Direttore del Centro Nefrologico Polispecailistico di Frattamaggiore

e tra i principali coordinatori del Polo Sanitario Igea – Frattamaggiore, risponde carico di speranza ad una intervista di Enzo di Micco sulle attese del PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza).




La Lectio di Francesco Vaia.

Il Dott. F. Vaia, ospite d’eccezione del Convegno, con l’ausilio di numerose diapositive commentate, ha svolto una esaustiva lezione magistrale sugli orientamenti, e sui desiderata, sociali e sanitari del Servizio Sanitario Nazionale necessari per il futuro, e sviluppati nell’ottica delle più recenti acquisizioni della Comunità scientifica internazionale sul tema della Salute, della Persona e dell’Ambiente. 

Di seguito si può visionare la sintesi di F. Vaia illustrata nell'intervista rilasciata a Vita WebTv.




La tematica trattata da Francesco Vaia è ampiamente leggibile nella sequenza dei quadri fotografici,

personalmente da me ripresi durante il corso del Convegno e della ‘lectio’ di F. Vaia.




Pagina Social del Dott. F.Vaia

Blog di Enzo Di Micco

Portale di Vita WebTv

Pagina Social di Vita WebTv

Portale di NanoTv

Pagina social di NanoTv




sabato 8 ottobre 2022

Gerardo Margarita, in memoria


GERARDO MARGARITA

1 giugno 1940 – 16 dicembre 1983 

In memoria

Il cammino di Gerardo Margarita è stato il cammino di un giovane. Era nato nel 1940 ed era poco più che quarantenne quando pochi giorni prima del Natale del 1983 egli lasciò questo mondo. Con la sua dipartita ha lasciato a quanti lo hanno conosciuto il ricordo ed il tratto della giovinezza, e dell'impegno entusiasta nella vita professionale e sociale, costruttivamente orientata ai valori della verità, della giustizia, dell’amicizia e della fede.

E’ il ricordo che diviene memoria, un segno importantissimo ed esemplare, di un percorso che ha assunto valore non solo a livello personale e familiare, ma soprattutto a rappresentazione di un cammino storico che ha interessato una intera comunità, sia quella paesana e meridionale del luogo natio, Frattamaggiore, e sia quella nazionale dell’Italia del secondo dopoguerra che intraprende la via della ricostruzione economica e dello sviluppo democratico, procedendo con l’impegno e la fatica di quanti hanno contribuito con lo studio, con il lavoro e con spirito di servizio.

In questo cammino storico Gerardo ha vissuto i sogni del ragazzo, frequentante la scuola primaria negli anni che seguirono la II Guerra Mondiale, e le speranze progettuali del giovane che si prepara alla vita e alla professione frequentando la scuola secondaria e l’università tra glia anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso.

Gerardo Margarita si laureò in Ingegneria Chimica con estensioni di studio delle Scienze delle Costruzioni. Iniziò a lavorare con l'insegnamento nell'Istituto Tecnico di Caivano. Proseguì con il lavoro di ingegnere per alcuni anni all'ENI, di cui fino ad allora era stato Presidente Enrico Mattei, prima al petrolchimico di Ravenna e poi a quello di Gela in Sicilia. Rinunciando alle prospettive dirigenziali volle poi ritornare alla sua terra; e all'insegnamento che ebbe opportunità di svolgere nella Media Superiore di Aversa e per classi di studenti che lo seguivano con gratitudine.

A metà degli anni ‘70 lo si vide molto presente nelle dinamiche della vita sociale del suo paese, nel confronto politico e culturale locale frattese, portatore di una notevole spinta alla partecipazione, al rinnovamento e al dialogo per il bene comune. La città viveva una profonda trasformazione derivante dall’abbandono delle tradizionali strutture rurali, legate alle coltivazioni e alle produzioni canapiere, e caratterizzata dalla scolarizzazione di massa e dai nuovi utilizzi del territorio per lo sviluppo urbano e residenziale.

Nel clima culturale della modernizzazione frattese, Gerardo Margarita fu candidato alle elezioni comunali con notevoli consensi e tenne discorsi pubblici dalla prospettiva del lavoro e delle politiche giovanili. Egli collaborò poi in maniera esemplare con le istituzioni pubbliche, nelle iniziative per il rinnovamento e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, e partecipò generosamente con la sua competenza e con la sua professionalità alla ricostruzione e alla progettualita' che seguì il terremoto del 1980.

La morte improvvisa avvenuta una decina di giorni prima del Natale del 1983, fissò questa immagine giovanile di Gerardo, lasciandone il ricordo del cammino di una vita esemplare e ricca di speranza.


Il ricordo del cammino di fede di Gerardo Margarita ha avuto una prima celebrazione di carattere religioso nel 2019, con il dono, operato dalla sorella Carmelina, di restauri del patrimonio artistico e della dotazione di quattro grandi pannelli in sanguigna ritraenti momenti della storia di San Rocco dipinti nella chiesa frattese dedicata al Santo pellegrino.

Il ricordo del suo esemplare cammino civile e professionale di giovane frattese è sicuramente meritevole anche di un riconoscimento pubblico delle generazioni della sua Città.


Via ing. Gerardo Margarita


Nel senso del riconoscimento pubblico si è mossa l’Autorità Comunale di Frattamaggiore che il 20 Febbraio del 2021 ha intitolato a Gerardo Margarita una via cittadina. Leggiamo di seguito la scheda descrittiva preparata per la motivazione.

Alle ore 12.00 di sabato 20 febbraio 2021, il Sindaco di Frattamaggiore (NA), il dott. Marco Del Prete, inaugura una nuova via cittadina. La via è intitolata all’Ing. Gerardo Margarita, e si diparte dalla principale strada a sud della città, la Via Padre Mario Vergara, per congiungere il percorso urbano con l’area del Mercato Rionale e della moderna periferia residenziale.

Sarà una via frequentatissima per la sua collocazione nel contesto civile ed economico-produttivo del paese, tra Scuole, Servizi sanitari, Negozi, Supermercati, Stazioni delle Forze dell’Ordine e Parchi urbani attrezzati ed in espansione. 

L’inaugurazione della Via propone qualche riflessione sul nome scelto e sul significato toponomastico ad esso attribuito.

L’indicazione stradale ha sempre il significato di un ‘orientamento’; sia attraverso il luogo (topos) e sia nel tempo (nome); ovvero nella storia memorabile ed esemplare di una Persona (Via Mazzini, Via Giordano) di un Avvenimento (Via Vittoria, Piazza Risorgimento, Via Riscatto) di un luogo (Via Miseno, Via Arena). Essa assume così un particolare valore comunicativo, utile immediato e presente, insieme con un valore indentitario per la storia e la cultura della città che dal passato si proietta anche nel futuro.

Questo è il caso di Via Padre Mario Vergara, la quale, oltre alle attività e al grande traffico cittadino, ricorda alla città intera la storia personale e la benedizione religiosa del Beato Missionario frattese martire in Birmania.

Questo è anche il caso di Via Ing. Gerardo Margarita, la quale ricorderà anche la storia personale ed esemplare di un giovane professionista e studioso che ha molto amato il suo paese, ed ha precorso ed annunciato, con la sua esperienza di vita e con il suo impegno professionale e civile, l’avvento di una città moderna, produttiva, giusta e solidale, a misura d’uomo e desiderabile alle aspettative delle giovani generazioni. 


Il segno dell’amore fraterno 



Nella celebrazione della memoria di Gerardo Margarita ciò che è fortemente rimarchevole è l’impegno personale ed inestinguibile della sorella Carmelina. 

Carmelina Margarita ha del fratello Gerardo un ricordo sacro ed è spontaneamente portata a condividerlo nella dimensione ecclesiale e comunitaria. Questo ella lo fa mediante il dono ed il supporto di iniziative che portino il duplice segno del valore religioso comunitario e dell’amore fraterno.

La sua più recente iniziativa è il dono del nuovo organo a canne per il tempio del Volto Santo di Napoli. L’organo viene benedetto ed inaugurato durante la solenne celebrazione liturgica presieduta il 15 ottobre 2022 da S.E. Mons. Francesco Beneduce, vescovo ausiliare di Napoli, con l’accompagnamento musicale di mons. Vincenzo De Gregorio.    

sabato 19 marzo 2022

PADRE NELL'OMBRA


Patris corde
(Con cuore di Padre) è il titolo della Lettera Apostolica che il Santo Padre Francesco scrisse sul finire del 2020 in onore di San Giuseppe per celebrarne il patrocinio sulla Chiesa Universale. 
Durante la Quaresima dell’anno successivo (2021), in piena pandemia di covid19, si tennero una serie di conferenze serotine nella Basilica Pontificia di San Sossio in Frattamaggiore (Diocesi di Aversa) per trattare singolarmente i 7 capitoli del documento pontificio. 
Ogni capitolo venne presentato a cura di una delle 7 comunità parrocchiali del paese. Alla Parrocchia dell’Assunta toccò di trattare l’ultimo capitolo (Padre nell’ombra appunto) insieme con una sintesi della Lettera Apostolica.
Come diacono ebbi l’incarico di coordinare l’intervento della comunità parrocchiale dell’Assunta, che fu realizzato con la collaborazione di tutte le sue componenti, ministri gruppi e giovani. 
A distanza di un anno, oggi 19 Marzo 2022, in occasione della solennità di San Giuseppe e della ricorrenza del XVI anniversario della ordinazione diaconale, che ricevetti dal Vescovo Mario Milano proprio nella Basilica di San Sossio insieme con il confratello Lorenzo Costanzo, rileggo alcuni spunti del testo che preparai per la presentazione multimediale in 7 diapositive affidata alla Parrocchia dell’Assunta.

1

I – CON CUORE DI PADRE 

Con la Lettera Apostolica Patris Corde e con l’indizione di un Anno speciale, Papa Francesco rinnova l’affidamento della Chiesa al patrocinio di San Giuseppe. (Dichiarato Patrono della Chiesa Cattolica da Pio IX l’8 dicembre 1870).

La riflessione di Papa Francesco inizia con il riferimento ai tempi difficili e luttuosi che motivano il ricorso al patrocinio di San Giuseppe; e si sviluppa con un approccio sia biblico e sia pastorale, descrivendo i tratti della paternità di Giuseppe.

2

Le parole dell’esordio. Con cuore di padre: così Giuseppe ha amato Gesù, chiamato nei quattro Vangeli “il figlio di Giuseppe”.

I quattro Vangeli. Non è costui il falegname, il figlio di Maria (Mc 6,3) … il figlio del falegname (Mt 13,55) … il figlio di Giuseppe (Lc 4,22) … Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe (Gv 6,42)?

Il significato della paternità di Giuseppe è intrecciato da Papa Francesco con il racconto dei Vangeli, dalla nascita al ministero pubblico di Gesù. Giuseppe è l’uomo giusto, lo sposo casto e provvidente che accoglie Maria e il figlio, che si tiene in ascolto della parola che gli viene da Dio. Egli è così figura esemplare del credente che a lui fa riferimento nelle scelte fondamentali della vita.

3

Questo significato è anche intrecciato con le indicazioni del Magistero Pontificio sul ruolo di Giuseppe nella Storia della Salvezza. Egli è Patrono della Chiesa Cattolica (Pio IX), Patrono dei Lavoratori (Pio XII), Custode del Redentore (Giovanni Paolo II), Patrono della buona morte (CCC). 

Papa Francesco, Patris corde. Dopo Maria, Madre di Dio, nessun Santo occupa tanto spazio nel Magistero pontificio quanto Giuseppe, suo sposo”. 

Lo scopo di questa Lettera Apostolica è quello di accrescere l’amore verso questo grande Santo, per essere spinti a implorare la sua intercessione e per imitare le sue virtù e il suo slancio”.

Tutti possono trovare in San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà”.

4

Il Santo Padre con la sua riflessione sull’esempio di San Giuseppe intende riportare al centro dell’attenzione una paternità vissuta con spirito di servizio e di adesione alla volontà di Dio. 

San Giuseppe è il Padre Amato, il Padre della Tenerezza, il Padre dell’Obbedienza, il Padre dell’Accoglienza, il Padre del Coraggio Creativo, il Padre Lavoratore, il Padre nell’Ombra. 

Sono i sette tratti proposti da Papa Francesco che le Parrocchie frattesi hanno voluto insieme approfondire nei lunedì quaresimali di quest’anno.




II – PADRE NELL’OMBRA

5

Padre nell’ombra. E’ il tratto conclusivo di stasera affidato all’approfondimento della Parrocchia dell’Assunta. 

Anche nella riflessione su questo tratto, arricchita con metafore suggestive, il Santo Padre opera un approccio sia biblico e sia pastorale; richiamando esplicitamete ed implicitamente i passi e i luoghi della Sacra Scrittura, ed ispirandosi al Magistero dei suoi predecessori, soprattutto alla Redemptoris Custos di San Giovanni Paolo II.

Dalla tradizione ecclesiale il Santo Padre recupera l’acclamazione “Benedetto San Giuseppe suo castissimo Sposo”, per connotare una paternità basata sull’amore e sulla libertà. Della immagine letteraria dell’Ombra del Padre, romanzo dello scrittore poloacco Dobraczynski, egli si serve per delineare il ruolo della particolare e sacra paternità di Giuseppe. 

6

Ne emerge il senso di una paternità, relazionata a Gesù, che è segno e funzione della misteriosa e sacramentale presenza di Dio nella storia, nelle generazioni e nella famiglia umana. E’ sottinteso in questa visione il mistico racconto della Storia Sacra e della Rivelazione Cristiana, che giustifica San Giuseppe come colui che “coopera nella pienezza dei tempi al grande mistero della Redenzione ed è veramente ministro della salvezza [...] mediante l’esercizio della sua paternità”. (Giovanni Paolo II,Redemptoris Custos).

Agli Apostoli, ai Profeti, e alla Chiesa è stato rivelato il mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell'universo” (Ef 1,9); ovvero che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo” (Ef 1,6). E “quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli”. (Gal 4, 4-5).Avvenne che l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.” (Lc 1,26-27).

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". (Mt 1, 18-21)

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù”. (Mt 1, 24-25)

I Vangeli dell’infanzia narrano le vicende che evidenziano il ruolo avuto da Giuseppe dalla nascita di Gesù a Betlemme fino al suo ritrovamento tra gli anziani del Tempio di Gerusalemme. Il padre itinerante in ascolto della volontà di Dio, che attraversa il deserto per portare in salvo la sua famiglia in Egitto, e che al tempo opportuno decide di ricondurla in patria a Nazaret; dove Gesù  “cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui”. (Lc 2,40)

Giuseppe l’uomo giusto nella tradizione del suo popolo, che nella sua famiglia, nella relazione sponsale con Maria e nella relazione educativa con Gesù, diviene il segno della paternità di Dio.

I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.” (Lc 2, 41-52)

La riflessione di Papa Francesco su Giuseppe si propone con un orizzonte etico e pedagogico: “La paternità che rinuncia alla tentazione di vivere la vita dei figli spalanca sempre spazi all’inedito. Ogni figlio porta sempre con sé un mistero, un inedito che può essere rivelato solo con l’aiuto di un padre che rispetta la sua libertà”.

La riflessione del Santo Padre si dipana tra l’Ombra e il Segno del Padre, tra la Custodia e la Castità. L’ispirazione è ancora biblica e pastorale. 

Mosè ricorda a Israele: “Nel deserto [...] hai visto come il Signore, tuo Dio, ti ha portato, come un uomo porta il proprio figlio, per tutto il cammino” (Dt 1,31). Così Giuseppe ha esercitato la paternità per tutta la sua vita. [25 Redemptoris custos]

Il Signore è il tuo custode, il Signore è la tua ombra e sta alla tua destra. Sal 121,5

Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio! Si rifugiano gli uomini all'ombra delle tue ali. Sal 36,8

Chi abita al riparo dell'Altissimo passerà la notte all'ombra dell'Onnipotente. Sal 91,1

Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Lc 1,35

Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: "Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!". Mc 4,7

Non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. Mt 23,9

Il Padre celeste, che «fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti”. Mt 5,45 

7

Laudato sie mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione. (S. Francesco, Cantico delle creature)

La Parola del Padre celeste dona luce di santità alla paternità casta di Giuseppe, al suo dono d’amore e alla sua libertà. 

Papa Francesco (Patris Corde). Forse per questo, accanto all’appellativo di padre, a Giuseppe la tradizione ha messo anche quello di “castissimo”. Non è un’indicazione meramente affettiva, ma la sintesi di un atteggiamento che esprime il contrario del possesso. La castità è la libertà dal possesso in tutti gli ambiti della vita. Solo quando un amore è casto, è veramente amore. L’amore che vuole possedere, alla fine diventa sempre pericoloso, imprigiona, soffoca, rende infelici. Dio stesso ha amato l’uomo con amore casto, lasciandolo libero anche di sbagliare e di mettersi contro di Lui. La logica dell’amore è sempre una logica di libertà, e Giuseppe ha saputo amare in maniera straordinariamente libera. Non ha mai messo sé stesso al centro. Ha saputo decentrarsi, mettere al centro della sua vita Maria e Gesù. La felicità di Giuseppe non è nella logica del sacrificio di sé, ma del dono di sé.”

La santità, come quella di Giuseppe, diviene così esemplare per tutti i fedeli che per vocazione perseguono “la perfezione del proprio stato”. Infatti ogni vera vocazione, matrimoniale o religiosa e consacrata, “nasce dal dono di sé che è la maturazione del semplice sacrificio”. E così diviene “segno della bellezza e della gioia dell’amore”.


ICONE


Caravaggio – San Giuseppe padre nell’ombra alla luce della Sacra Scrittura

De Ribera – San Giuseppe padre nell’ombra Casto, Custode e Guida

Assunta – San Giuseppe padre educatore nella paideia familiare

Basilica – San Giuseppe padre casto nella sintesi cultuale


San Giuseppe dormiente: Il sonno del fedele nella tradizione popolare

Mi cocco e m’addormo sotto ‘o manto r’a Maronna

Mi cocco e m’addirizzo sotto ‘o manto di Gesù Cristo.


 LA LETTERA APOSTOLICA DI PAPA FRANCESCO